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La stima per la Parola di Dio
Dei Verbum (Documento Vat.II 1962-1965)
Partiamo dalle prime parole del documento, molto significative:
"In religioso ascolto della Parola di Dio e proclamandola con ferma fiducia il Concilio fa sue queste parole di S.Giovanni: "…Vi annunziamo ciò che abbiamo veduto e udito, affinché anche voi siate in comunione con noi…(1Gv 1,2-4) …affinché per l'annunzio della salvezza il mondo intero ascoltando creda, credendo speri, sperando ami".
La Parola di Dio è il tesoro della Chiesa! Chiediamoci: la stimiamo abbastanza? La stimiamo alla pari dell'Eucaristia? Questa vorrebbe essere la sfida: crescere di più nella stima della Parola. Stimiamo ciò che conosciamo. Ed è anche vero che si stima ciò che si ama. Ma si ama quando si conosce. La Chiesa ama la Parola e ama farla conoscere.
Raccogliamo dal capitolo sei della Dei Verbum tre affermazioni solenni sull'importanza della Parola nella vita della Chiesa.
1. "La Chiesa ha sempre venerato le Divine Scritture come ha fatto per il Corpo stesso di Cristo, non mancando mai soprattutto nella Sacra Liturgia di nutrirsi del pane di vita dalla mensa sia della Parola di Dio che del Corpo di Cristo" (21).
Parola di Dio, Corpo di Cristo: stessa venerazione, stessa persona divina, Cristo. Un'unica mensa a cui nutrirsi con il Pane della Parola e il Pane del Corpo. Per i Padri questo fatto è chiarissimo e con frequenza richiamano i fedeli a custodire e non trascurare la Parola al pari dell'Eucaristia. Siamo eredi, però di una tradizione che per quattro secoli ha messo in ombra l'importanza della Parola. Poi, a partire dal Concilio Vaticano II la Chiesa ha restituito alla Parola il suo posto. 1545-63 Concilio di Trento - 1962-65 Concilio Vaticano II
Come fare a crescere in questa venerazione? Andiamo al pratico. Ci servono dei segni, esterni e interni: atteggiamenti e disposizione del cuore.
Segni esterni:
La Parola ha un suo luogo.
In chiesa è l'ambone. Perché non conservare un luogo preciso alla Parola in casa nostra? Un luogo sacro che ci ricordi che la Parola non è un libro qualunque: è "Il libro".
La Parola entra nella liturgia con una processione solenne
Per la Parola si canta, si danza. Non è un libro che passa, ma una Persona. Per questo la Liturgia propone l'acclamazione anche dopo la lettura del Vangelo.
La Parola viene incensata
E' atto di onore e di venerazione. "Cristo è presente nella sua Parola perché è Lui che parla" (SC 7)
La Parola si bacia
Lo fa chi legge il Vangelo, ma dovrebbe farlo anche chi legge la prima e la seconda lettura. Perché non farlo anche noi ogni volta che apriamo la Bibbia? E' un segno che ci educa al senso vivo della presenza di Cristo nella Parola. Stai baciando Gesù Cristo.
La Parola viene proclamata solennemente
Chi legge presta la voce a Cristo e non solo la voce; anche la mente e il cuore. Ecco il significato del segno della croce prima della lettura del Vangelo. Anche nei momenti di preghiera personale possiamo dare un'importanza particolare alla Parola leggendola per esempio, ad alta voce. E' bello, quando si è soli, "sentire" la Parola, leggerla con estrema calma e più volte; semplicemente leggerla, senza subito chiedersi: "Cosa vuole dirmi? Cosa vuole farmi capire?"
Ognuno può personalizzare questi segni e valorizzarli nella propria esperienza di preghiera personale. Essi possono aiutarci a crescere nella stima verso la Parola. Non cambierebbe forse qualcosa dentro di noi, se ogni giorno provassimo, per esempio, a prostrarci profondamente per un minuto di fronte alla Parola, presenza di Cristo vivo, prima di metterci in ascolto? Ci accorgeremmo forse che a volte ci siamo accostati alla Parola con superficialità, quasi fosse un giornale. La Parola allora può parlare perché l'incontro avviene.
Segni interni:
Volontà di ascolto, di incontro, desiderio di cercare, scoprire
Zaccheo ha avuto la curiosità di vedere Gesù al punto di salire su un albero. Abbiamo in cuore questo desiderio vivo, questa gioia, questa attesa? Crediamo alle parole di Gesù: "Bussate…cercate…domandate?" (Mt 7,7)
Lasciarsi "guardare" dalla Parola: è Fede!
2. "La Chiesa ha sempre considerato e considera le Divine Scritture come la regola suprema della propria fede" (21).
Questo significa che tutto ciò che nella Chiesa viene proposto come verità di fede è misurato con il metro della Sacra Scrittura. La Chiesa non si inventa nulla. E tutto è detto nella Parola. In essa, attraverso la voce dei profeti e degli apostoli, risuona la voce dello Spirito Santo.
3. "Nella Parola di Dio è insita tanta efficacia e potenza da essere sostegno e vigore della Chiesa, e per i figli della Chiesa la forza della loro fede, il nutrimento dell'anima, la sorgente pura e perenne della vita spirituale" (21).
E' un'affermazione, questa, riscoperta dal Concilio. Per troppi secoli la Parola è stata considerata "contenitore" di verità da credere. Abbiamo purtroppo spesso ridotto la Bibbia a un semplice dizionario che parla solo al cervello. I nostri fratelli protestanti, hanno invece accentuato la potenza della Parola, che dà forza. "Come la pioggia…così sarà della Parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l'ho mandata" (Is 55,10-11). E' una cosa straordinaria: dobbiamo pensarci di più. Quando leggiamo la Parola, entriamo in contatto con una potenza che opera, anche al di là della nostra sensibilità. La Parola ci lancia, ci irrobustisce, ci ferma, quando è necessario…comunque, produce sempre fede. Anzi, è la Parola di Dio che crea in noi la fede. Se cala la fede è perché abbiamo trascurato la Parola. E' un pericolo, una tentazione, quella di abbandonare la sorgente per dissetarsi altrove. La Parola è sorgente di acqua pura, non inquinata; la vita nello Spirito Santo si alimenta qui e nella Liturgia ha un luogo privilegiato: si manifesta con la massima efficacia.
Ora alcune indicazioni dei padri conciliari, dal documento che stiamo trattando.
(da Lettera dal deserto)
- Sl 119,18 Aprimi gli occhi perché io veda le meraviglie della tua legge
- Sl 119,105 Lampada ai miei passi è la tua Parola, luce al mio cammino
- Ger 15,16
- Mt 4,1-10 "Sta scritto" risponde Gesù, "non di solo pane vive l'uomo, ma di ogni parola…."
- La tua preghiera è un dialogo con Dio: quando leggi la Bibbia Dio parla con te, quando preghi tu parli con Dio (S.Agostino).
- S.Gerolamo: chi ignora la Bibbia ignora Gesù Cristo.
- Maria ha ascoltato la Parola (Lc 1,26-38)…e Dio si è fatto uomo (Lc 2,1-7).
- Ottobre 2008: Sinodo sulla Parola "La Parola nella vita e nella missione della Chiesa"