Divin Maestro Alba - Sito della parrocchia di Alba (CN)


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La storia

La tua parrocchia*




La parrocchia è dedicata a Gesù "DIVINO MAESTRO"
e il giorno della festa patronale cade nell'ultima domenica di ottobre.



La storia di questa chiesa è legata ad un gruppo di sacerdoti della diocesi di Alba, allo sviluppo di questa città, alla guerra del 1915 -'18. E soprattutto a don Alberione e alla società San Paolo.





Prima del 1914 il can. Chiesa, parroco della parrocchia dei s.s. Cosma e Damiano, il teol. Alberione, direttore spirituale de seminario di Alba, il teol. Priero, insegnante in seminario e don Sibona, parroco di Canale, avevano previsto lo sviluppo della città proprio in questa zona che veniva denominata «san Cassiano». Avevano pensato ad una chiesa e alla casa parrocchiale che, in futuro, poteva servire per la zona. A questo scopo avevano acquistato dei terreni dove ora sorge la chiesa e in prossimità di essa.

Nel 1914 don Alberione assunse dalla diocesi tutta la respensabilità del settimanale, "Gazzetta d'Alba" e iniziò un gruppo che si dedicava alla Buona Stampa con il desiderio di fondare una congregazione che svolgesse un nuovo apostolato con i mezzi di comunicazione sociale. La congregazione prese poi il nome di "Pia Società San Paolo". Un religioso giuseppino di Asti, don Rosa, si offrì per aiutare l'inizio di questo nuovo gruppo.

Nel 1915 scoppiò la prima guerra mondiale. I campi acquistati dai sacerdoti vennero consacrati al Sacro Cuore di Gesù, perché l'amore del Figlio di Dio provvedesse alle gravi necessità portate dalla grande guerra. L'idea fu molto apprezzata ed incoraggiata. Tanta gente sentì il bisogno di offrire per il sorgere della chiesa che doveva essere "tempio votivo dei caduti"

Don Rosa aprì una casa per raccogliere gli orfani della guerra e dare loro un aiuto avviandoli al lavoro agricolo. La casa di Moncaretto, situata sulla collina dietro la chiesa, raccolse i giovani dedicati alla Buona Stampa e gli orfani della guerra.


Le difficoltà della guerra ed altri seri imprevisti intralciarono il cammino. Don Alberione si staccò da don Rosa. Continuò con la Buona Stampa e don Rosa la colonia agricola. Si fermò anche l'idea della chiesa.
In seguito don Rosa chiuse l'attività della colonia mentre don Alberione continuò con la "Pia Società San Paolo".
Ma l'idea di ricordare i caduti in guerra era molto sentita. E anche la devozione al Sacro Cuore di Gesù.
C'era, nella zona ove sorge la chiesa, un pilone attorno al quale la gente si radunava a pregare; era un pilone dedicato al Sacro Cuore di Gesù. Attorno ad esso si faceva anche un po' di "festa del borgo" nel mese tra luglio e agosto. Così si tenne viva e si rafforzò l'idea della chiesa.

Arriviamo al 1927. La congregazione
paolina aveva fatto già un buon cammino. Don Rosa aveva lasciato la sua attività trasferendosi a Torino. La congregazione della Società San Paolo acquistò i terreni degli altri quattro sacerdoti, e chiese al Vescovo di poter costruire la chiesa. Allora era vescovo mons. Re, gli diede volentieri il proprio consenso, perché prevedeva il servizio che avrebbe fatto la chiesa in una zona così industriosa e destinata all'espansione. Soprattutto per l'educazione della gioventù. Unì anche le offerte che erano rimaste per la costruzione del tempio votivo per i caduti.

Nel 1927 si fecero i primi scavi e le fondamenta della chiesa sul disegno dell'architetto Mesturino di Torino. La chiesa è in stile gotico antico. La costruzione fu eseguita dalla ditta Mario Barberis. Si costruì anche una piccola cappella che, in attesa della chiesa, servisse per la vita religiosa del borgo. Intanto nasceva una nuova devozione a Gesù "Divin Maestro".
La devozione cara a don Alberione e alla famiglia paolina. Gesù è il vero maestro.
A lui dobbiamo attenzione, amore e impegno di vita. Don Alberione aveva previsto che i mezzi di comunicazione sociale, in continuo sviluppo, potevano fare tanto bene ma anche tanto male e potevano allontanare dalla Parola di Dio. La Parola di Dio va presa sul serio specialmente quando tante voci entrano nella nostra mente e nel nostro cuore.
Nel 1932 il borgo Piave venne consacrato al Divin Maestro.

Don Alberione pensava di trasferire le Figlie di san Paolo in questa zona. Avvenne così che nel 1933 lasciarono la loro prima dimora vicino a piazza san Paolo.
Nel 1934 ripresero i lavori per la chiesa. Tanti sacrifici, tante preghiere accompagnavano il crescere della nuova costruzione. Anche la gente del borgo si unì alla congregazione paolina in questa opera. E si continuò ad offrire anche da altre parti d'Italia. La congregazione paolina portó a termine la costruzione nel 1936. La consacrazione avvenne il 25 ottobre 1936. Era vescovo mons. L. M. Grassi. Il 1986 ricorda il 50° di consacrazione.


La zona denominata di san Cassiano, poi Borgo Piave, apparteneva alla parrocchia del Duomo. Nel 1958 quando fu consacrata la chiesa di Cristo Re, passò a questa parrocchia. Intanto lo sviluppo edilizio cresceva in modo straordinario. Nel 1969 le Figlie di san Paolo si presero cura di alcuni gruppi di catechismo dei piccoli in collaborazione con la parrocchia di Cristo Re. Nel 1970 si iniziò una nuova comunità che aveva come sede un salone garage in Via T. Bubbio, di proprietà della fam. Viglino. La chiesa del Divin Maestro veniva usata alla domenica e qualche volta anche di settimana.







Diminuendo le suore, la diocesi di Alba acquistò dalle Figlie di s. Paolo la casa che ora è diventata la "casa parrocchiale". Nel 1977 le suore donarono la chiesa alla nuova parrocchia perché servisse ad entrambe le comunità, secondo lo spirito del Concilio Vaticano II. Ora circa 6000 persone con le Figlie di san Paolo e tutta la famiglia paolina sentono Gesù Maestro come loro protettore e cercano in Lui la forza della vita. Sì, perché Gesù Maestro è
Via, Verità e Vita.

Vetrata della chiesa
- Gesù Maestro -


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