"Chi si esalta sarà umiliato, chi si umilia sarà esaltato!"
Carissimi amici,
nel Vangelo Gesù ci insegna che essere i primi, essere importanti nel suo Regno, vuol dire seguire il suo esempio e servire gli altri, aiutarli, in special modo i più deboli e meno dotati. Occasioni non ne mancano! L’umiltà è una nota distintiva, uno dei fondamenti della vita cristiana autentica, perché è la dimora della carità. Sant’Agostino afferma: «Se mi chiedete che cosa vi è di più essenziale nella religione e nella disciplina di Gesù Cristo, vi risponderò: La prima cosa è l’umiltà, la seconda, l’umiltà, e la terza, l’umiltà».
Nella Chiesa del III secolo ai ministri era raccomandato: «Se giunge una persona importante di questo mondo mentre presiedi, parli o ascolti o leggi la Parola di Dio, tu,
celebrante, non interrompere il tuo ministero liturgico per riguardo a quella persona: ci penseranno i fratelli ad accoglierlo... Ma se arriva un povero o una vedova o un vecchio e non vi è posto per sedersi, tu, anche se sei vescovo, fagli posto cordialmente, anche se dovessi sederti per terra!». Stupendo! La parola umiltà deriva da «humus», cioè terra. È umile chi ha i piedi per terra, chi riconosce le cose così come sono, senza gonfiarle o stravolgerle per ambizione o interesse. La vera umiltà è «verità». È riconoscere che al primo posto di ciò che noi siamo, facciamo o diciamo c’è Dio. È Lui il protagonista principale della nostra vita, non «io». La vera umiltà riconosce che tutto è dono di Dio. La vera umiltà ci porta a compiere opere di bene e di servizio unicamente per amore e per amore di Dio. Umiltà e carità vanno di pari passo, si armonizzano. Cominciamo subito ad allenarci all'umiltà. Se ogni giorno faremo un passettino, presto riusciremo a vivere come Gesù ci invita a fare.
Aff.mi don Paolo, P. Celestino, don Domenico e don Luca (diacono)