Famiglia paolina
Lettera aperta per la comunità
Figlie di San Paolo di Alba.
Alba è la terra che ha dato i natali alla Famiglia Paolina e dal 1933.. le Figlie di San Paolo sono venute ad abitare in quello che poi sarebbe diventato corso Piave, nella casa che occupano ancora oggi. Quanta storia è stata vissuta qui. Quanta preghiera ha accompagnato i milioni di Bibbie, Vangeli, catechismi che via via negli anni hanno preso forma e sono stati spediti in Italia e nel mondo.
Ogni anno Alba diventa luogo di pellegrinaggio per decine di FSP che dall’Italia e dall’estero vengono ad attingere qui la gioia, la santità e il carisma degli inizi.
Anche noi, Paula – Romania, Andrea – Rep. Ceca, Karina – Polonia e sr. Silvia – Italia abbiamo voluto vivere per 5 settimane questa esperienza prima di cominciare il tempo del noviziato a Roma.
Abbiamo trovato una comunità molto accogliente e ci siamo sentite subito “a casa”. Presentando i nostri paesi “giovani” abbiamo visto le suore sussultare di entusiasmo, ricordando le loro partenze missionarie per altre nazioni ma anche la gioia di vedere realizzata la loro preghiera per le vocazioni delle nostre recenti fondazioni.
Qui abbiamo potuto incontrare sorelle novantenni che vivono la loro vita ancora impegnate in legatoria e che ci hanno raccontato la storia degli inizi da protagoniste. Ma abbiamo incontrato anche sorelle ammalate, consumate dagli anni e da una vita donata. Sempre pronte però a sprizzare gioia nel sentire parlare dei luoghi della loro missione.
Significativo per noi è stato l’incontro con Sr. Filippina che ci ha raccontato la sua esperienza di redattrice della rivista per le giovani: “Così”nei lontani anni 50 e l’inizio dell’apostolato attraverso i dischi. Abbiamo capito che il segreto di riuscita non sono stati i titoli di studio ma la convinzione che tutto si sarebbe potuto fare puntando solo sulla forza di Dio: “da me nulla posso, con Dio posso tutto.”
E abbiamo scoperto che proprio l’immersione della vita quotidiana in Dio è il segreto delle suore che da più decenni compiono lo stesso servizio con fatica, avvolte dal rumore delle macchine e nell’anonimato.
Don Giacomo Alberione aveva desiderato che questa casa fosse un centro di luce, un centro di virtù , un centro di grazia. Anche noi abbiamo avuto la possibilità di sperimentare il significato di questa espressione.
E’ stato bello incominciare l’apostolato in legatoria con una preghiera che desse ai nostri gesti semplici compiuti durante la giornata un senso profondo: annunciare Gesù attraverso la parola stampata. Le suore sono diventate le nostre maestre in tecnica ma soprattutto in pazienza, precisione e preghiera silenziosa.
Per noi è stato bello incontrarci anche con la comunità parrocchiale riunita in preghiera. Certamente don Alberione è contento di vedere la “sua chiesa” piena di gente che esprime la fede con il canto, la preghiera e la festa. La presenza di don Paolo è certamente un grande dono.
Ma abbiamo scoperto come la parrocchia ha un posto importante anche nel cuore della comunità paolina: molte preghiere vengono elevate per le varie necessità della gente e, se c'è bisogno... c'è sempre chi trova il modo per aiutare...
A voi, comunità parrocchiale, auguriamo che come il campanile, con la sua altezza diventa un riferimento importante per chi arriva, così la testimonianza e la vita intensa cristiana, diventi un faro per chi cerca la verità.
Il gruppo delle Novizie da Voi ospitate in ottobre.