Diocesi di Alba
L’INIZIAZIONE CRISTIANA OGGI IN PARROCCHIA
Linee programmatiche per l’anno pastorale 2009-2010
Premessa. La Parrocchia: struttura necessaria, ma da rinnovare.
La parrocchia, struttura di base su cui fa perno la missione della Chiesa, ha bisogno di un profondo
rinnovamento, di una vera e propria “conversione pastorale”.
Se in altri tempi, in un contesto di società cristiana, la parrocchia dedicava le sue migliori energie alla
“cura” dei fedeli, dando per scontata la presenza della fede trasmessa e ricevuta soprattutto in famiglia,
nell’attuale contesto di società secolarizzata il problema fondamentale è quello di generare la fede, di far
nascere nuovi cristiani. Una volta la pastorale doveva affrontare soprattutto la questione della coerenza
tra fede e vita; oggi la sfida si pone in termini diversi: come far nascere la fede, come generare nuovi
cristiani.
Si comprende allora il senso della “conversione pastorale”: si tratta di passare da una pastorale di
conservazione, incentrata sull’amministrazione dei sacramenti, sulla custodia e sul nutrimento della
fede, ad una pastorale missionaria, incentrata sull’evangelizzazione. Più precisamente, come affermano
gli Orientamenti pastorali dell’Episcopato italiano, “al centro di tale rinnovamento va collocata la scelta
di configurare la pastorale secondo il modello dell’iniziazione cristiana ” (CVMC, 59).
1 - L’iniziazione cristiana - (diventare cristiani - essere fatti cristiani)
L’iniziazione cristiana non è un’attività, seppure importante, che si aggiunge alle altre, ma è la stessa
missione della Chiesa. “E’ il processo globale attraverso il quale si diventa cristiani. Si tratta di un
cammino diffuso nel tempo e scandito dall'ascolto della Parola, dalla celebrazione e dalla
testimonianza dei discepoli del Signore attraverso il quale il credente compie un apprendistato della
vita cristiana, si impegna ad una scelta di fede e a vivere come figlio di Dio ed è assimilato, con il
battesimo, la confermazione e l'eucaristia, al mistero pasquale di Cristo nella Chiesa" (Nota per
l'accoglienza del catechismo della CEI, 1991).
Nel corso della storia, al modello catecumenale di iniziazione cristiana, scandito per tappe e
caratterizzato da diversi elementi (l’annuncio e la catechesi, la conversione e la fede, il battesimo, la
confermazione e l’eucaristia, la mistagogia), è seguito il modello medievale e tridentino, caratterizzato
dal battesimo dei bambini e dalla “scuola di catechismo” per i ragazzi in preparazione alla prima
comunione e alla cresima.
Il rinnovamento della catechesi proposto con il Documento-Base (1970) – che sollecitava il
passaggio dai “catechismi della dottrina cristiana” alla “catechesi per la vita cristiana” - è tuttora
incompiuto. Il documento dei Vescovi italiani Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia
prospetta la necessità di un nuovo modello di iniziazione cristiana adatto per i nostri tempi.
Si tratta di un modello che “intessendo tra loro testimonianza e annuncio, itinerario catecumenale,
sostegno permanente della fede mediante la catechesi, vita sacramentale, mistagogia e testimonianza
della carità, permette di dare unità alla vita della comunità e di aprirsi alle diverse situazioni spirituali
dei non credenti, degli indifferenti, di quanti si accostano o si riaccostano al Vangelo, di coloro che
cercano alimento per il loro impegno cristiano” (CVMC, 59). Gli elementi portanti dell’iniziazione
cristiana sono la Parola, fatta di primo annuncio e poi di catechesi, la Liturgia, la Carità e la Comunità.
Nel processo di iniziazione cristiana è compreso, come parte indispensabile e impegnativa, il
catecumenato o apprendistato della vita cristiana . E’ un cammino graduale e progressivo, a tappe, per la
generazione o la riscoperta della fede, che prevede il tempo dell’accoglienza e della decisione, il tempo
della conversione e della sequela, il tempo della testimonianza e della partecipazione alla vita della
comunità.
2 - La comunità soggetto dell’iniziazione cristiana - (prima di tutto la comunità)
Il soggetto prioritario e privilegiato dell’iniziazione cristiana e della comunicazione della fede è la
parrocchia. Certamente non la parrocchia intesa come “stazione di servizio”, e cioè come luogo dove si
chiedono e si ricevono determinati servizi (quali i sacramenti, la catechesi, l’oratorio, i servizi del
volontariato…) e non ci si preoccupa di allacciare rapporti comunitari né di creare il senso di
appartenenza. Occorre piuttosto pensare alla parrocchia come una vera e propria comunità missionaria,
grembo materno della fede, luogo della Parola, dell’Eucaristia e della fraternità.
- Una comunità in ascolto: essa nasce, si forma ed è plasmata dall’ascolto della Parola. Sente il
bisogno di una frequentazione assidua e adeguata della Bibbia, la fonte da cui scaturisce tutta la vita
cristiana: è così che la fede nasce e si rafforza ed è così che sorge l’impulso missionario e cioè il
bisogno di comunicare agli altri il dono della fede.
- Una comunità eucaristica: custodisce la centralità della domenica, “pasqua settimanale”, il cui cuore
è l’eucaristia. La comunione al corpo di Cristo spinge i fedeli a divenire sempre più una comunità di
corresponsabili, impegnati nel rendere la parrocchia “casa e scuola di comunità” (NMI, 43) e pronti a
rendere ragione della loro speranza.
- Una comunità fraterna: sull’esempio del Signore si mette a servizio dei fratelli come segno
dell’amore del Padre per tutti gli uomini. Un servizio accogliente e disinteressato verso tutti, in
particolare verso coloro che sono oppressi dalle diverse povertà. Un servizio di carità per attuare una
vera promozione umana e per sostenere anche i più timidi passi verso l’incontro con Cristo.
Il processo globale di iniziazione cristiana, all’interno della parrocchia, richiede la presenza e la
collaborazione di più persone (équipe), particolarmente di tutte le figure educative presenti nella
comunità. Il catechista - adeguatamente formato - riveste un’importanza determinante nel cammino di
iniziazione; il suo ruolo dovrà caratterizzarsi più come “accompagnatore” e “testimone” che come
“maestro”.
Insieme ai catechisti c’è bisogno dei “missionari”, degli animatori della liturgia, dei volontari nel
servizio della carità, degli animatori dell’oratorio, dei gruppi ecclesiali… Il progetto dell’iniziazione
cristiana stimola la parrocchia a trasformarsi in una “comunità tutta ministeriale”. Grazie al battesimo
tutti i cristiani sono provvisti del "senso della fede e della grazia della parola" (LG 35); i fedeli laici
portano la parola del vangelo nei vari ambienti di vita.
3 - Itinerari di iniziazione cristiana di tipo catecumenale - (ripartire dagli adulti)
La Chiesa diocesana è chiamata a compiere scelte coraggiose, che non potranno essere realizzate nel
corso di un solo anno pastorale: hanno bisogno di maturazione e di graduale concretizzazione, senza
escludere opportune sperimentazioni. Ecco intanto alcune linee programmatiche del nostro impegno
pastorale.
a) Iniziazione cristiana degli adulti
Finora le maggiori energie della parrocchia - in termini di tempo, di persone, di risorse economiche -
sono state dedicate ai fanciulli e ai ragazzi. La situazione attuale richiede con urgenza uno spostamento
del baricentro dell'azione pastorale: è indispensabile che in ogni parrocchia ci sia un nucleo vivo di
cristiani maturi che si impegnino a vivere la fede in ogni ambito di vita, e di credenti adulti che si
facciano carico della trasmissione o del risveglio della fede, con atteggiamento consapevolmente
missionario.
A questo riguardo è necessario pensare a cammini differenziati di iniziazione cristiana in base alla
diversità delle situazioni. E' importante in ogni caso superare la mentalità dei “corsi” di preparazione ai
sacramenti (alla cresima, al matrimonio...) che rappresentano soltanto un aggancio e devono acquisire
continuità nel tempo e prolungarsi oltre la celebrazione del sacramento. Occorre ragionare in termini di
cammino o itinerario o percorso di vita cristiana.
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* Adulti o giovani battezzati che chiedono la cresima per completare l’iniziazione cristiana
Il cammino per il completamento dell’iniziazione deve svolgersi con calma e serietà, occupando tutto
il tempo necessario, senza farsi condizionare dall'eventuale prossimità del matrimonio. Indicativamente
il periodo di preparazione non dovrebbe essere inferiore ad un anno, rispettando come tappe quelle
dell’anno liturgico.
In quanto ai padrini, sia nel caso di adulti che in quello di giovani che chiedono la Cresima, si prenda
in considerazione la possibilità di scegliere un membro adulto della comunità (catechista o
accompagnatore).
* Adulti non battezzati e adulti “ricomincianti”
Sta aumentando in diocesi il numero di adulti (non solo immigrati ma anche italiani) che chiedono di
ricevere il battesimo. Con il coordinamento di un’apposita equipe diocesana, occorre proporre loro un
cammino comune, scandito in tappe e prolungato nel tempo, secondo le indicazioni del “Rito per
l’iniziazione cristiana degli adulti”.
La ricerca di senso e il bisogno di riscoprire la fede può sorgere, talvolta, in occasione della richiesta
di un sacramento (il proprio matrimonio, i sacramenti dei figli, la riconciliazione…) o in relazione a un
particolare evento che colpisce e mette in crisi l’esistenza. Anche a queste persone si dovranno offrire
itinerari sul tipo del cammino catecumenale.
b) Iniziazione cristiana dei fanciulli
- E’ importante impostare l’iniziazione come itinerario, cammino, percorso di vita cristiana e non
come “scuola di catechismo”, adottando gli accorgimenti pratici, anche nel linguaggio e nella struttura
logistica, per superare la mentalità “scolastica” del catechismo.
- Indispensabile è il coinvolgimento dei genitori che chiedono i sacramenti per i loro figli. Senza il
sostegno, l’accompagnamento, la testimonianza dei genitori i figli non riusciranno a introdursi e a
perseverare nella vita cristiana.
- Rivolgere l’attenzione agli adulti è un’urgenza che assume il carattere di priorità pastorale. La
richiesta dei sacramenti fatta dai genitori per i loro figli è un’occasione particolarmente favorevole per
proporre ai genitori di fare essi stessi un cammino di riscoperta e di valorizzazione della fede.
- La proposta non deve assumere il carattere d’imposizione, o peggio del ricatto, ma quello
dell’offerta di uno strumento per riscoprire o approfondire la fede coinvolgendo i genitori nella
formazione cristiana dei figli.
- Si propongano ai genitori dei battezzandi, dei comunicandi e dei cresimandi, incontri periodici di
riscoperta o approfondimento della fede e di esperienza di vita cristiana attraverso opportune forme di
primo annuncio, di catechesi, di preghiera, di riconciliazione, di fraternità e solidarietà.
- Sarà necessario rivedere l’attuale organizzazione della catechesi dei ragazzi per fasce di età.
L’ideale sarebbe quello di formare gruppi per livello di maturazione della fede, cosicché si possa
accedere ai sacramenti dell’iniziazione cristiana non tutti insieme, e quasi automaticamente in base alla
classe scolastica o all'età, ma secondo l’effettivo cammino compiuto nella vita di fede.
4 - Dimensione liturgica e caritativa - (non solo catechesi)
L'iniziazione cristiana è intrinsecamente legata con tutta l'azione liturgica, perché è nei sacramenti, e
soprattutto nell'eucaristia, che lo Spirito del Signore risorto agisce per generare figli alla Chiesa.
L'iniziazione non è solo ai sacramenti , ma anche, e prima ancora, attraverso i sacramenti , e la liturgia
non è solo la sorgente inesauribile per la maturazione della fede, ma è anche la fonte viva a cui attingere
per la nascita o la rinascita della fede. Ed è la liturgia che dà unità a tutto il percorso di iniziazione.
L'iniziazione cristiana parte dalla carità di Dio per noi e porta alla carità nostra verso i fratelli,
rendendo fecondo e possibile l'impegno per la pace e la giustizia, per l'accoglienza dei poveri e per
quella prima forma di carità che è l'annuncio del vangelo.
5 - Pastorale giovanile e vocazionale - (emergenza educativa)
L'attenzione alla pastorale giovanile conserva la sua piena validità. E' importante proporre anche ai
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giovani, particolarmente ai fidanzati, non tanto dei “corsi” quanto degli “itinerari” o “percorsi” di vita
cristiana, da continuare dopo la celebrazione del matrimonio.
Si propone di creare dei “laboratori di fede”, in cui i giovani possano fare discernimento, condurre
un’esperienza spirituale forte e diventare capaci di testimoniare il Vangelo con un impegno concreto
nella comunità ecclesiale e nei luoghi – la famiglia, la scuola, il lavoro, il tempo libero – dove
trascorrono la loro vita.
L’oratorio, inteso non solo come luogo di aggregazione e di ricreazione, ma anche di esperienza della
fede, è uno strumento prezioso per l’accompagnamento dei ragazzi e dei giovani nel processo educativo.
Altre proposte operative
? Curare in modo particolare la pastorale del Battesimo dei bambini:
- accogliere favorevolmente e con cura i genitori che domandano il battesimo per i figli;
- esplicitare le motivazioni di fede aiutandoli a chiarire il senso vero della loro richiesta;
- creare le condizioni perché sia garantito il cammino cristiano di chi viene battezzato e fare in
modo che i genitori si lascino coinvolgere in questo cammino;
- curare la celebrazione del sacramento (prepararla con i genitori, far “parlare” il rito…)
- fare in modo che la famiglia non incontri solo “il prete”, ma una comunità viva (il bambino
viene battezzato “nella fede della Chiesa”);
- curare l’accompagnamento della famiglia e dei figli negli anni successivi al battesimo.
? Conoscere e valorizzare il Catechismo dei bambini da 0 a 6 anni “Lasciate che i bambini
vengano a me”, che propone un itinerario di annuncio-catechesi con attenzioni bibliche,
liturgiche e familiari.
? Leggere e studiare, anche a livello di vicaria, le premesse e il Rito dell'iniziazione cristiana degli
adulti" (1979). "Questo 'Ordo', più che un rito contiene un complesso di riflessioni teologiche,
di indicazioni pastorali e azioni liturgiche che vogliono sostenere e guidare l'itinerario di
iniziazione alla vita cristiana nella Chiesa di un adulto o di un gruppo di adulti" (pag. 11).
? Leggere e studiare le tre note della Conferenza Episcopale Italiana sull'Iniziazione cristiana:
- Catecumenato degli adulti (1997)
- Catecumenato dei fanciulli e dei ragazzi (1999)
- Itinerari per il risveglio della fede cristiana (2003).
? Leggere e studiare le premesse e i singoli Riti del Battesimo, della Penitenza, della Cresima e
dell'Eucaristia alla luce della riforma liturgica del Concilio Vaticano II.
? Offrire percorsi di evangelizzazione per adulti in ogni parrocchia o unità pastorale.
? Far nascere dei gruppi adulti nelle parrocchie o nelle unità pastorali e coinvolgere coppie di
sposi per accompagnare la formazione alla fede, affiancando il sacerdote nella preparazione ai
sacramenti e nel successivo cammino di vita cristiana.
? Costituire in diocesi una équipe-laboratorio per proporre e sperimentare nuove forme di
evangelizzazione degli adulti.
? Per quanto concerne l’ordine e l’età dei sacramenti, è opportuno che almeno in alcune
parrocchie si cominci a sperimentare, per coloro che sono stati battezzati da bambini, il
cammino che prosegue con la Penitenza, la Cresima e l’Eucaristia all’interno dell’itinerario
catecumenale, con l’avvertenza di non ritardare troppo l’inizio della partecipazione
all’Eucaristia che inserisce il credente nella vita di Cristo e della Chiesa. Ponendo l’Eucaristia
come fine e finalità dell’iniziazione, si suggerisce in modo adeguato la “continuità” del
cammino: celebrare la prima Comunione con la comunità nella Messa domenicale porta a
pensare che la domenica successiva si è invitati a celebrare… la seconda, e così via.