Divin Maestro Alba - Sito della parrocchia di Alba (CN)


Vai ai contenuti

Tecla Merlo

Famiglia paolina


TERESA MERLO
La "Prima Maestra"

Video: Tecla una vita per il Vangelo


Di
Suor Tecla Merlo, la "Prima Maestra," conosciamo: la vita, la sua opera creativa, sollecita e fedele a fianco di Don Alberione, il suo essere Madre degli Istituti della Famiglia Paolina, il suo grande cuore per tutti. La Chiesa stessa ne ha riconosciuto le virtù eroiche il 22 gennaio 1991, proclamandola Venerabile.
Ma com'era veramente la giovane Teresa Merlo, e quale tipo di cammino spirituale ha dovuto affrontare? Come ha risposto al Signore che la chiamava attraverso la persona di Don Alberione ad una missione tanto nuova e ardita come quella di annunciare il Vangelo con la stampa? Come si è lasciata plasmare dalla proposta spirituale del padre e Fondatore?

Cenni biografici

aperto a quelle virtù che sarebbero state la caratteristica della sua vitEttore, la madre Vincenza Rolando e i loro quattro figli: Giovanni Battista, Costanzo Leone, Carlo. Maria Teresa è unica bambina in mezzo a tre maschi.
I Merlo sono agricoltori in proprio, di quelli già evoluti: circola in casa loro una rivista tecnica di agricoltura, si tiene un allevamento di api. Anche la macchina da cucire della figlia è la più moderna dei dintorni e forse l'unica. Una famiglia che nel suo ambiente può dirsi "cospicua", ma non perché prevalga in ricchezza e potenza. Gode piuttosto di una cordiale autorevolezza fondata sulle sole cose che veramente contano in campagna: i terreni i meglio coltivati, la famiglia serena e sobria, capace da generazioni di bastare a sé stessa, il parlare misurato. Perciò molti in paese amano consigliarsi con papà Ettore per la campagna o per la famiglia, per contratti. È la personificazione schietta e campagnola del giusto. Uomo di lavoro e di fede, cristiano sempre uomo uguale a se stesso, in Chiesa durante i Vespri cantati o sulla sua terra o al mercato di Alba. Si riverbera inoltre su di lui - anche questo, tipico dell'ambiente agricolo - il prestigio di sua moglie Vincenza, che nessuno vede mai in ozio. Mandano i figli alle funzioni in chiesa, e assiduamente al catechismo del parroco don Pistone: ma sono loro i due primi a tener cattedra di vita cristiana in casa. In questo ambiente è nata e cresciuta Maria Teresa, che i suoi chiamano semplicemente Teresa. In Castagnito ha frequentato le prime tre classi elementari. La salute fragile le impedisce di continuare la scuola vicino paese di Guarene e la mamma l'affida a una maestra del paese: Maria Chiarla. Con lei Teresa esaurisce in anticipo i programmi di quarta e di quinta elementare. Ma non solo: "col pieno consenso dei genitori, l'aiutò a conoscere meglio la vita spirituale e, in modo particolare, le insegnò a fare ogni giorno una breve meditazione per la quale le procurò un libro che le fu molto caro e che conservava ancora quando entrò nella vita religiosa" (Alle sorgenti).

Questa bambina doveva possedere qualche altro dono, oltre all'intelligenza rilevabile dai risultati di studio. Le era facile, per esempio, emergere senza contra le coetanee. E così riusciva agevolmente a stabilire relazioni di fiducia con persone adulte.
La mamma era conosciuta da tutti come una madre attenta all'adempimento dei doveri, attiva ed esemplare, consapevole della responsabilità della missione materna, del suo compito di educatrice. Scriverà Suor Olga Ambrosi nella prima biografia: "L'opera educativa di una madre attenta e vigile fino a rasentare la severità, non poteva non incidere profondamente sulla personalità di Teresa." Il suo comportamento è semplice, svelto e riservato. Negli anni dell'adolescenza e nella prima giovinezza rivelò un animo sensibilissimo e già ____to a quelle virtù che sarebbero state la caratteristica della sua vita: l'umiltà, la fortezza, la fede e la

carità".

A motivo della salute fragile, non è accettata a vestire l'abito delle suore del paese. Per bastare a sé stessa, dopo un'adeguata preparazione, Teresa apre il suo laboratorio-scuola di cucito e ricamo. In questo periodo si distingue per affabilità, comprensione, disinteressata dedizione a vantaggio delle fanciulle che frequentano il laboratorio in casa Merlo. Più tardi anche Don Alberione riconoscerà in lei virtù umane, familiari e sociali.



Alcuiti elementi del suo carattere

Anche Teresa aveva il suo bagaglio di limiti con i quali lottare. Da un esame grafologico compiuto su alcuni scritti vergati all'età di 22 anni, emerge in lei desiderio di fare bella figura, di produrre un certo effetto sugli altri, anche un po di ricerca di se stessa, di vanità. Si rileva una particolare sensibilità a livello sessuale che la porta a un desiderio partecipativo delle cose e a un intenerimento

interiore. Non vuole tanto dipendere dagli altri e cerca di fare si che la sua opinione venga rispettata. Ha un forte impegno volitivo e non si sposta dalla opinione che si è formulata. Nei rapporti è dominata dalla simpatia e antipatia. In definitila struttura portante di Teresa che emerge dall'esame grafologico, è quella di una persona ricca di energie, capace di credere in quello che sta facendo, con una forte sensibilità emotiva che non la fa rimanere indifferente di fronte alle situazioni, predisposta al senso del dovere, severa con se stessa ma anche con gli altri. Più tardi, le sue stesse consorelle riconosceranno che aveva un temperamento per natura molto forte e cercava, quindi, di dominarsi e correggere il suo carattere. E a chi le faceva notare che era piuttosto severa, rispondeva con sincerità che aveva bisogno di correggersi.
L'incontro di Teresa con Don Alberione sarà fondamentale per la sua vita: lei abbraccerà con fede ed entusiasmo il progetto paolino che andava svolgendosi. E Don Alberione riuscirà a delineare per lei un cammino di santità intenso e maturo, in una continua tensione verso la conformazione a Cristo.



Nel clima della "Casa "

Nel 1922 la Pia Società viene presentata come un seminario per la formazione dei missionari e delle missionarie della Buona Stampa. I nuovi apostoli "sentono" il comando imperioso della Chiesa: "Create giornali cattolici, diffondete la buona stampa! Oggi abbiamo più che mai bisogno di una buona stampa: benedetto l'apostolato della buona stampa!".

Don Alberione conferma il ruolo della donna nell'apostolato moderno: "Dall'apostolato grande della stampa non può restar fuori la donna: anzi nella stampa vi sono delle parti che specialmente convengono alla donna. Esse nei lavori tipografici per molte cose riescono meglio che gli uomini".
Da un articolo dell'Unione Cooperatori Buona Stampa così viene presentato l'Istituto' a 10 anni dalla fondazione: "Quanto lavoro della grazia in questo peI primi due alunni sono stati moltiplicati più che per cento: è cresciuto accanto il ramo delle Figlie: è nato il gruppo delle Pie Discepole: attorno a San Paolo sono adunati col cuore, col sacrificio e con la preghiera oltre 10.000 cooperatori" .
"Diventa difficile descrivere il pullulare di vitalità nella Casa, tra il ritmo incessante delle costruzioni, le iniziative apostoliche, l'aumento continuo dei nuovi e nuove arrivate, la tendenza ad una crescente autarchia. Da parte sua Don Albetutto segue, anche se delega agli altri il compito di realizzazione, ma soprattutto vuole sostare lungamente davanti a Dio per rispondere alla divina volontà in tutto" 13

"La Casa" esce dalle mani di Dio, dalla volontà di Dio... tolta la volontà,
Dio anche umanamente, è tolta ogni fecondità di vita; vi sarebbe l'aridità in tutto.deve contare sugli uomini e sui patrimoni. Il patrimonio è infinito: Dio.

Don Alberione pone un forte accento sulla santità e ripete più volte: "Un unico fastidio: abbiamo lavorato troppo poco per farci santi; un'unica preoccupaziolavorare per farci santi; un unico desiderio: farci santi".
"Come espressione dello spirito della Casa vengono indicati il Vangelo, le Lettere di S. Paolo e gli Esercizi di S. Ignazio di Loyola. Il Divin Maestro è Via, Verità e Vita. Il Vangelo è il libro del Divin Maestro. "Don Alberione esorta le Figlie di San Paolo ad amare il Vangelo, le illumina sulla funzione della "Buona Stampa che deve operare nella società più che sull'individuo", insiste sull'indirizzo. "L'impegno per la diffusione del Vangelo in ogni famiglia viene motivato con grande forza:

"Come Gesù Ostia vestito di pane viene nei nostri cuori, così Gesù Parola vestito di carta entri in tutte le famiglie, sia in mano a tutti i cristiani".

Per un orizzonte spirituale così ardito, per un apostolato così nuovo e per uno sviluppo in persone e opere tanto rapido, c'era bisogno di un orientamento precidi formazione spirituale e apostolica integrale.

Don Alberione, per stilare la sua proposta, oltre agli studi personali, può benedi alcuni scritti precedenti prodotti dall'amico e padre spirituale, can.Francesco Chiesa.


Morì il 5 febbraio 1964 a 70 anni e tumulata nel cimitero del Verano, tre anni dopo nel 1967, venne traslata nella cripta del Santuario “Regina degli Apostoli” in Roma.

E' stata proclamata Venerabile da Papa Giovanni Paolo II il 22 Gennaio 1991.
Sono in corso i processi canonici per la sua beatificazione.




Torna ai contenuti | Torna al menu